lug
30

Festa Democratica 2010

Pubblicato da admin in Follonica, ambiente


lug
29

Programma Festa

Pubblicato da admin in Dibattito generale, Follonica

Democratica PD Follonica  2010-Info festa: INFO FESTA: 366-1684757

Dibattiti e Spettacoli –Zona Nuova- Via Litoranea Inizio ore 21,00(sino e non oltre le  24).

DATA Gruppo Musicale

e/o DIBATTITI

29 Luglio-GIOVEDI Dibattito politico con  Mario TOZZI

Presidente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano Presentazione del suo ultimo libro :

“Nel nome del Parco” Un anno sull’Arcipelago-

Edizioni: effequ

30/7-VENERDI Serata Musicale  di Blues e Rock And Roll

con gli “AFTERMATH”

31/7-SABATO Serata  danzante

con  Orchestra “I Nobili”

01/Agosto DOMENICA Music &Dance

con  “Dj Alex”

ed esibizione Scuola di Danza “Arabesque”

02/08-       LUNEDI IL SINDACO Eleonora BALDI E LA GIUNTA

COMUNALE INCONTRANO I CITTADINI

03/08-      MARTEDI Serata di ballo liscio

con orchestra “Black Tarpo”

04/08-      MERCOLEDI Ballo liscio

con il Duo ”Miri Band”

05/08-

GIOVEDI

Serata musicale

con il complesso “ I NOTTURNI

06/08-

VENERDI

Dibattito pubblico con  l’Assessore Regionale

Anna Rita BRAMERINI  su:

“Riforma del federalismo fiscale e delle Autonomie Locali,

manovra  finanziaria e riflessi sulle Regioni e i Comuni”.

07/08-

SABATO

Col naso e con la spada”

Tributo a Francesco GUCCINI

con Alberto CAVAZZANI –

08/08-

DOMENICA

Revival anni ’60 con

Claudio Romagnoli


Durante la Festa funzioneranno gli stand: BAR,RISTORANTE,PALCO

PER SPETTACOLI  MUSICALI e DIBATTITI  e il gioco della TOMBOLA .


lug
26

Festa Democratica 2010

Pubblicato da admin in Follonica

Estate follonichese è tempo della tradizionale festa democratica. Quest’anno lo scenario che ospiterà la manifestazione, organizzata dai volontari  del partito democratico di Follonica,  sarà la pinetina di Zona Nuova in via Litoranea. Ogni serata sarà all’insegna di un tema diverso: dal dibattito politico allo sport, dalla musica al ballo.

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lug
22

Felici ma sorpresi dalle parole del PSI locale

Pubblicato da admin in Follonica

Siamo rimasti onestamente sorpresi da quanto affermato in una recente nota del Psi locale. Difatti, i toni esasperati e pretestuosi di questi mesi dei esponenti cittadini del Psi e le pericolose contiguità di idee con le destre oscurantiste follonichesi, lasciavano pensare a ben altro. Ma andiamo per gradi.

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giu
10

APOLOGIA DI REATO. Disposizioni in materia di sicurezza pubblica. Proposta di legge 733.

Pubblicato da Fede in Attualità nazionale

Mi si chiede un giudizio sull’art. 50 – bis alla legge in oggetto, appena approvato dal Senato su proposta di D’Alia dell’UDC. Articolo che ritengo utile riportare per intero.
Lo pubblico oggi, 9 giugno 2010 perché la disposizione che tratto non è ancora legge. Poi non lo potrò più fare. All’Autorità di PS faccio presente che, per il principio del Favor Rei, oggi non sono perseguibile, e neppure tra qualche giorno, in quanto la nuova norma non è retroattiva. Al momento dell’entrata in vigore della norma, mi limiterò ad interrompere la pubblicazione del sito, non potendo io fare da censore ai compagni che vi scrivono.  Sarà il segnale per tutti gli amici che la luce della democrazia si è spenta in Italia.

D’Alia
Dopo l’articolo 50, inserire il seguente:
«Art. 50-bis.
(Repressione di attivita` di apologia o istigazione a delinquere
compiuta a mezzo internet)
1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire
alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice
penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che
consentano di ritenere che alcuno compia detta attivita` di apologia o di
istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell’interno,
in seguito a comunicazione dell’autorita` giudiziaria, puo` disporre con proprio
decreto l’interruzione della attivita` indicata, ordinando ai fornitori di
connettivita` alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio
necessari a tal fine.
2. Il Ministro dell’interno si avvale, per gli accertamenti finalizzati
all’adozione del decreto di cui al comma 1, della polizia postale e delle
comunicazioni. Avverso il provvedimento di interruzione e` ammesso ricorso
all’autorita` giudiziaria. Il provvedimento di cui al comma 1 e` revocato
in ogni momento quando vengano meno i presupposti indicati nel
medesimo comma.
Tip. Senato (346)

Inevitabile fare un riferimento a quanto approvato da Mussolini con l’art 414 del Codice Penale, tutt’ora vigente.
Cosa vi è detto ?

Prendetevi il secondo libro del Codice Penale, all’interno del Titolo V “Dei delitti contro l’ordine pubblico”, è previsto il reato di “Istigazione a delinquere”. Riporto il testo:
“Chiunque pubblicamente istiga a commettere uno o più reati è punito, per il solo fatto dell’istigazione:
1) con la reclusione da uno a cinque anni, se trattasi di istigazione a commettere delitti;
2) con la reclusione fino a un anno, ovvero con la multa fino a euro 206, se trattasi di istigazione a commettere contravvenzioni.
Se si tratta di istigazione a commettere uno o più delitti e una o più contravvenzioni, si applica la pena stabilita nel numero 1.
Alla pena stabilita nel numero 1 soggiace anche chi pubblicamente fa l’apologia di uno o più delitti”.
Cosa vuol dire “apologia”? Qual è la condotta punibile? Quale, invece, quella non punibile perché ritenuta lecita visti i confini di libera manifestazione del pensiero ex art. 21 Costituzione.?
Letteralmente “apologia” è il discorso o l’esaltazione che taluno fa di una dottrina rifiutata dalla maggioranza. Essa deve distinguersi, però, sia dalla istigazione, sia dalla propaganda. Infatti, mentre quest’ultima è l’azione volta a conquistare l’adesione di un pubblico sempre maggiore verso la tutela di un interesse che (almeno tendenzialmente) è lecito, l’istigazione è la condotta di colui il quale induce o persuade taluno (per di più con modalità subdole) ad azioni riprovevoli o punite dalla legge.
Se si tralascia il principio costituzionale espresso nell’art. 21 che testualmente afferma:
“ Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.”
La lettura letterale dell’ultimo comma dell’art. 414 c.p. porta a concludere che il legislatore (nella parte in cui afferma “chi pubblicamente fa l’apologia di uno o più delitti”) punisce la “mera” condotta di colui che manifesta ed esalta pubblicamente la correttezza di atti ritenuti illeciti. Ciò significa che il solo affermare – o non riconoscere – la validità di talune scelte legislative può essere rilevante penalmente quale apologia del delitto.
Siamo di fronte ad uno scontro di titani tra “libera manifestazione del pensiero” (costituzionalmente tutelata) da considerarsi lecita e quella, invece, illecita manifestata dal legislatore penale e richiamata oggi da D’Alia.
Una lettura letterale dell’art. 414 del codice penale porta ad una equivalenza tra “apologia” e “libera manifestazione del pensiero”. La costituzione afferma l’esatto contrario, dando libera stura al pensiero dei cittadini che vogliono poter far avanzare determinate opinioni.
Ad una analisi della sola Carta Costituzionale troveremmo, che la manifestazione del pensiero illecita è solo quella che viola il così detto “buon costume” per cui risulta, ma qui l’opinione si fa personale nella interpretazione appunto del ‘buon costume’, penalmente punibile, la condotta di “apologia della pedofilia” oppure l’apologia atta “ad ottenere più di una moglie etc.”.
Il legislatore ha quindi ben fatto (sempre a mio giudizio) ad emanare l’art. 6oo ter codice penale, che punisce le condotte di realizzazione, distribuzione o divulgazione, anche per via telematica, di materiale pornografico minorile, strumento principe per reprimere la “pedofilia”.
Perché insisto a relativizzare affermando che ciò è la mia personale opinione, un giudizio in questa materia? Evidentemente perché ritengo che la stessa, come è l’intera materia costituzionale e penale, sia soggetta ad evoluzione sulla spinta politica del popolo. Riparto da una oggettiva sentenza della Corte, che rinfranca le mie opinioni.
L’OMBRELLO DELLA CORTE COSTITUZIONALE

Anche la sinistra italiana, portata ad esprimersi sulla costituzionalità della norma fascita sulla ‘istigazione a delinquere’, nel 1970, presente Costantino Mortati, che fu uno dei principali redattori della Costituzione per parte del PCI, (e che personalmente stimo moltissimo, avendolo preso a maestro), valutando l’esigenza di difendere il sistema statuale (inteso come potere dell’ordinamento di imporre le leggi sul proprio territorio), il 23 aprile 1970 sottoscrisse tramite la Corte Costituzionale, la seguente sentenza:

‘ dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità
costituzionale dell’art. 414, ultimo comma, del codice penale, sollevata, in riferimento all’art. 21,
primo comma, della Costituzione, dal giudice istruttore presso il tribunale di Rovigo, con
ordinanza 23 novembre 1968.
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 23 aprile 1970.
Firmato: GIUSEPPE BRANCA – MICHELE FRAGALI
- COSTANTINOMORTATI –
- GIUSEPPE CHIARELLI – GIUSEPPE VERZÌ – GIOVANNI BATTISTA BENEDETTI – FRANCESCO PAOLO BONIFACIO – LUIGI OGGIONI – ANGELO DE MARCO – ERCOLE ROCCHETTI – ENZO CAPALOZZA – VINCENZO – MICHELE TRIMARCHI VEZIO

In altre parole, IL PRINCIPE, (in Italia, nero o rosso che sia) vuole poter azzerare le facoltà di colui che lo attacca nel suo campo specifico ed irrinunciabile: quello del potere.

Nelle premesse della riportata sentenza, proprio il Mortati, lascia un insegnamento: il diritto penale costituisce una norma di equilibrio tra il senso politico comune ed il potere dello Stato. Qualora una norma non piaccia, sarà il popolo, manifestando disappunto, attraverso i suoi rappresentanti, ad abrogare o modificare la norma odiata.
Oggi è addirittura un rappresentante dell’opposizione (UDC) a richiedere un intervento liberticida, raccogliendo ampio consenso politico in senato.

Se il popolo accetta questa imposizione, che personalmente ritengo orrenda, vuol dire che anche costituzionalmente, è legittimo immaginare che il Governo, su argomenti di suo gradimento, imponga regole anche durissime contro chi lo critica.

Del resto Hitler, emanate disposizione sul rispetto della gerarchia, fece approvare anche le conseguenti regole che definivano pazzi gli oppositori a tale principio, e quindi emanò altre disposizioni per l’eliminazione fisica dei pazzi. Il tutto senza turbare gli equilibri costituzionali, che portarono giudici anche saggi ad avvalorare gli abomini.

La difesa della democrazia è nel popolo che la esprime. E’ il popolo italiano che non ritiene più opportuno difendere questi principi.

Federico Bigongiari


mag
17

LA DERIVA DEI CONTINENTI.

Pubblicato da Fede in Dibattito generale, Economia

La cosa strabiliante della politica e dei popoli è che dopo contrasti che sembrano incolmabili, dopo guerre e fratture, si assiste anche alle riconciliazioni clamorose ed alla formazione di nuove alleanze.

Che questi giorni siano di grande svolta si legge da troppi segni. Vediamo di elencare questi eventi, analizzando le loro ragioni per delineare le prospettive della futura evoluzione.

Un evento apparentemente casuale, la caduta di un vecchio aereo russo, decapita l’intera dirigenza polacca filo americana. Subito si dispiega l’occasione per una riconciliazione russo-polacca che sicuramente covava sotto la cenere. Putin ricevuto a Varsavia in gran pompa. Due giorni di lutto in Russia per i caduti polacchi. Una riconciliazione che sana una frattura iniziata da Pietro il Grande.

Altro quadro. La Russia supera un conflitto ancora più antico e ricuce i rapporti con la Turchia. Si firmano contratti strategici e si consente il passaggio del gas e del petrolio russo verso l’Europa.

L’Ucraina che, dopo un breve giro di valzer ‘arancione’ con gli USA, rientra nelle vaste alleanze di Putin. Certo, anche Solzhenitsyn, in piena rotta di collisione con il potere sovietico-russo, aveva messo in guardia: la Russia, senza l’Ucraina non può vivere. Ma l’Ucraina, e non era la prima volta negli ultimi cento anni, si stava armando per marciare su Mosca. Qualcosa di grave è mutato per un così frettoloso, anche se funzionale, ritorno all’ovile.

Poi il Presidente turco Erdogan che và ad Atene per dire basta ad un conflitto che dura da 750 anni. Basta a spese militari folli per mantenere in vita una tensione ormai irragionevole. Che Atene risparmi per ripianare i propri deficit e sarà aiutata dai turchi purchè sostenga la candidatura di Ankara all’ingresso nella UE.

Tra marzo ed aprile, i tedeschi hanno nicchiato sugli aiuti alla Grecia. Un lungo braccio di ferro vinto dalla Merkel con un preciso impegno alla soluzione delle tensioni mediterranee ed ad uno schieramento internazionale che condanni la finanza senza regole proveniente dalle grandi borse anglosassoni.

Prima di eliminare le nebbie e dire la mia, voglio però dire che questi grandi movimenti hanno un preciso riscontro anche nell’orto di casa nostra (un lapsus freudiano mi ha fatto scrivere inizialmente sul computer ‘di cosa nostra’).

Un Tremonti che si reca ad Instanbul nel 2008 per un incontro tra grandi banchieri (e non voglio dire di più) e cambia la sua visione di 360 gradi. Non più finanza creativa, edge found, derivati, swap, ma risparmio ed investimento nell’economia reale. E la nuova linea politica, guarda caso, ci ha salvato in parte dagli esisti della crisi sub-prime.

Ad Instanbul era presente anche Prodi ed i due hanno avuto l’occasione per recuperare le antipatie personali e nei due anni successivi, si è assistito a dichiarazioni di reciproca stima.

Oggi si sente parlare di una quota crescente del PD che auspica un governo di unità nazionale con il PDL. Che sia partito tutto da Instanbul, dalla sponda del Bosforo che mette in contatto Europa ed Asia e che per questo, forse, già due millenni fa suggerì a Costantino di porre la croce sui propri vessilli?

Poi un Berlusconi che prende con i suoi luogotenenti la distanza dal mafioso (che dico ! tutti sappiamo che la Mafia non esiste) Dell’Utri, che addirittura, dice, lo sta facendo prigioniero.

Nel contempo l’amicizia tra Putin e Berlusconi si fa incontenibile.

Partita da Pratica di Mare, la stima reciproca si fa fitta di incontri in dacie e ville private, dove si firmano contratti di enorme valore economico ed ancor più geo-strategico intorno a capitoli che si chiamano gas, energia elettrica, nucleare (sia la fissione che la fusione), auto, tecnologie avanzate.

Amicizia che, ormai è chiaro, ha disinnescato la gravissima crisi esplosa in Georgia.

E poi, la frattura di Fini con Berlusconi. Fini amico di Nancy Pelosi e di Israele, rispettivamente Presidente dei deputati democratici USA e principale alleato USA del Mediterraneo. Altro che motivi di carattere personale !

Un puzzle che deve essere completato con le tessere economiche.

I Paesi ex comunisti del centro Europa che non hanno ottenuto gli aiuti promessi dagli USA. Nulla è arrivato, oltre le strette di mano alla Polonia, ai Paesi Baltici, all’Albania, alla Bosnia, all’Ucraina, alla Cekia, che in compenso erano entrati (o volevano entrare) nella NATO ed avevano sottoscritto impegno per lo scudo spaziale americano.

Ed infine l’attacco speculativo contro l’Euro, proveniente da Chicago (la geografia è storia, storia di …. nostra), benché il dollaro non valga più nulla e l’oro lo dimostri quotando oggi oltre 1.250 dollari per oncia, contro i 35 che ne occorrevano fino al 1971.

In questi tempi di crisi, l’unico alleato che rinsalda i legami con gli USA è la Gran Bretagna, che non a caso, ha ribadito che mai e poi mai entrerà a far parte dell’area Euro e che non si sente legata a solidarietà con i Paesi Europei che ne fanno parte.

Due più due fa quattro. Pensatela come volete. Quattro.
Nella nuova logica del Potere si sta consolidando ‘l’impero di mezzo’, temuto e combattuto dagli anglosassoni fin dal XVII secolo. Un’alleanza sempre più stretta tra UE continentale e Russia, funzionale agli interessi di tutti i popoli di questo vasto continente Euro-Asiatico e più oltre.

Una alleanza, vista come ineludibile ed auspicata dal Generale De Gaulle,  si concretizza proprio in questi giorni. In conseguenza della grande crisi americana. Delle troppe e ricorrenti crisi americane.

Ogni cascame del vecchio ordine è combattuto casa per casa in uno scontro cruento che distrugge e ricrea gerarchie e circoli di potere.

Una Grande Coalizione anche per l’Italia per fugare ombre sul nostro debito ed agganciare il nuovo treno continentale?

Per i prossimi 10 anni è quasi inevitabile.

In gioco vi sono 10.000 miliardi di Euro di PIL UE-Russia (ogni anno).

Dipendono dalle scelte di questi giorni stazioni spaziali, energia, flotte, eserciti, tecnologia, capi di stato, cultura, popoli.

Il potere del Mondo per il XXI secolo.

La deriva dei continenti non si sente, ma non si ferma.


mag
11

ED ORA I BUONI DEL TESORO EUROPEI.

Pubblicato da Fede in Economia

Robert Schuman l’aveva perfettamente capito, ed attuato scongiurando una nuova guerra per l’acciaio nel 1949: l’Europa si forma e cresce solo nei momenti di crisi.

Se non hai il nemico alle porte nessuno è disposto a far saltare la propria casa per farne trincea e salvare la città.

Anche stavolta, con la crisi greca, è andata così. Chi crede all’Unione (Paesi della zona Euro) ha impegnato i governi a dare credito agli Stati in crisi e, ciò che più è importante, ha autorizzato la banca di emissione federale (BCE) ad acquistare sul mercato i titoli di stato (Bonds) sottoposti a crisi speculativa, e quindi deprezzati oltre il reale.

La banca di emissione dell’Euro conquista un’altra fondamentale prerogativa, quella di finanziare ‘il Principe’. Accadrà ora quello che alla Banca d’Inghilterra è accaduto nel lontano XVII secolo.

Oltre agli enormi proventi derivanti dall’emissione di carta moneta, l’acquisto del ‘debito sovrano’ comporterà in primis il grande utile rappresentato dagli interessi che lo Stato di emissione riconosce sui propri Bonds. Ancor più grande guadagno è rappresentato dal fatto che la BCE acquista titoli sotto attacco speculativo, quindi a basso valore, per rivenderli poi alla spicciolata, passata la crisi, a valore superiore, o semplicemente attende la scadenza del prestito, incassando il controvalore dei titoli ‘alla pari’, cioè al valore nominale del titolo, che sarà molto più alto di quello chiesto dal mercato.

Ciò di cui stiamo parlando, si traduce in un guadagno annuo complessivo ottenuto dalla BCE, sommando le voci correlate alla espansione della base monetaria agli utili sulla gestione dei titoli di Stato, valutabile in oltre 40 miliardi di euro. Una bella somma. Come sarà utilizzata?.

All’inizio, certamente, essa andrà ad accrescere i fondi di riserva della BCE che rafforzerà quindi la già grandissima capacità di intervento nella gestione della liquidità, nel controllo dell’inflazione continentale e nel conseguente prestigio internazionale dell’Euro.

Poi è altrettanto chiaro, i singoli Stati Nazionali dell’euro-zona vorranno mettere le mani su questo tesoro.

E’ qui che occorre evocare lo spirito di Schuman e di tutti i Grandi Europeisti.

E’ innegabile che il motore economico dell’Europa, la Germania, possiede la capacità di imporre il potere di acquisto reale alla moneta comune, come da noi lo imponeva il vecchio ‘triangolo industriale’ di Torino, Genova, Milano.

Una forte produttività che attira il risparmio e che si accresce stabilmente del 5% annuo o si traduce in un corrispondente aumento dei salari tedeschi (ma solo tedeschi) o consente il rafforzamento di un già formidabile motore che, se da un lato attira gran parte dei capitali continentali, dall’altro produce un surplus commerciale che è all’incirca uguale a quello cinese.

Solo che la Germania ha poco più di 80 milioni di abitanti e la Cina ne ha poco meno di un miliardo e mezzo.

Le conseguenze di un ‘cuore produttivo’ così grande possono essere disastrose, se lasciato lavorare in un corpicino asfittico e rachitico. La ‘creatura Europa’ ne può morire.

Una risposta è quella che si è vista applicare in Grecia. Una nazione marginale, con produttività molto bassa (in senso relativo alla Germania, ovviamente), per sostenere redditi monetari non guadagnati, si indebita, fino all’ultima conseguenza di dover ridurre i salari, gli investimenti, lo Stato Sociale. Dopo essersi indebitata al massimo, la Grecia deve ora imboccare una politica deflativa con la riduzione forzata della domanda e dei consumi di beni e servizi.

Gli esisti di questa politica si sono visti nelle vie di Atene. Sono gli esiti di breve periodo. Gli esiti di lungo termine si son visti in quello che fu il Regno delle Due Sicilie.

L’imposizione di una moneta unica (la lira), di dazi doganali comuni e di un mercato unico, ha stroncato per 150 anni l’autonoma capacità di sviluppo economico del Meridione.

La politica applicata al Sud con le gabbie salariali (anche se di fatto), la bassa domanda di investimenti e di lavoro, viene indicata dagli economisti come deflazionistica ed i danni della deflazione, rappresentati dalla fuga di cervelli e di braccia, dalla corruzione, dalle mafie, dalle carenze strutturali, sono sotto gli occhi di tutti.

Torniamo con queste immagini alla nostra cara Europa ed alla BCE.

Per impedire che gli Stati PIIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna, ma in inglese l’acronimo vuol dire beffardamente maiali), diventino un unico enorme ‘Sud’, vi è la sola strada positiva del riequilibrio degli investimenti.

Qualora la BCE fosse autorizzata ad emettere in proprio buoni del tesoro e fosse riconosciuta, come del resto è, una istituzione federale, essa potrebbe intercettare una quota significativa di risparmio delle famiglie, da aggiungere ai profitti descritti in questo articolo.
La somma raggranellata sarebbe molto significativa e non può essere pensata che come un fondo di intervento europeo per la coesione e lo sviluppo.

Accettare che un Paese marginale come il Portogallo rinunci ad un aeroporto per la capitale, ad un treno superveloce per Madrid, ad un nuovo ponte sul Tago, solo per una crisi finanziaria sistemica del continente è da irresponsabili.

I famosi ‘corridoi europei’, i porti, gli aeroporti, le reti di trasmissione dati e di trasporto energetico, le strutture per la difesa, la flotta oceanica, i grandi ospedali, le grandi università, la ricerca, sono materia federale.

E’ la BCE che deve assicurare con propri fondi queste infrastrutture, dando arterie e respiro al grande cuore tedesco.

Solo così il risparmio europeo può prendere anche la strada del riequilibrio territoriale irrorando le periferie che altrimenti andrebbero in cangrena.

L’Italia, con la sua plurisecolare esperienza sul proprio Meridione, può dare una spinta determinante in questo settore perché è sciocco pensare e lavorare per mandare i propri figli in Germania, lasciando che le ‘Calabrie’ siano preda dei lupi.


mag
7

Preoccupazione per il Parco Nazionale Tecnologico e Archeologico delle Colline metallifere

Pubblicato da admin in Follonica, Politica nazionale, ambiente, sviluppo eco compatibile

La Giornata della “Memoria di Ferro” di sabato 1° maggio ha avuto un gran successo di pubblico e di passione follonichese. Per chi, come me, è nato molti anni dopo la chiusura dell’Ilva è stato un momento intenso di ricordi, aneddoti ed emozioni in una cornice – La Leopolda – mirabilmente restaurata. Nell’intervento di Hubert Corsi, già presidente del Parco Nazionale Tecnologico e Archeologico delle Colline metallifere, è stato ribadito che l’Ilva di Follonica è “una delle Porte del Parco Tecnologico Nazionale”.

Purtroppo, come molti sanno, il Parco è senza vertici dal 31 Marzo e le nomine del Ministro dell’Ambiente – che ne è competente – sono in preoccupante ritardo. Preoccupa difatti che un’attrattiva come il Parco – che ha dimostrato di essere molto apprezzata dai turisti – non abbia una gestione ora che siamo in prossimità della stagione estiva. Preoccupa anche perchè c’è necessità di offrire una prospettiva ai lavoratori precari. Preoccupa infine perchè si rischia di “gettare alle ortiche” il lavoro fatto sinora per portare il Parco all’interno della rete dei Geoparchi dell’Unesco.

Mi associo quindi, e con me tutto il gruppo consiliare PD di Follonica, alle richieste del Presidente Enrico Rossi affinchè il Ministro dell’Ambiente sblocchi questa situazione e nomini persone competenti.

Le indiscrezioni giornalistiche apparse nei giorni scorsi (e non smentite) parlano di un nome vicino all’entourage di Simone Turini. E visto che il Pd follonichese ha interesse a scrivere un documento sulla trasparenza e sul merito per le nomine agli enti partecipati, non vorrei che nel PDL di follonichese, al contrario, si voglia premiare più l’appartenenza partitica che le capacità gestionali dei singoli.

Francesco De Luca