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	<title>Commenti per Partito Democratico di Follonica</title>
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	<description>Le nostre e le vostre idee per il domani</description>
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		<title>Commenti su DUE PESI E DUE MISURE NON SONO ACCETTABILI. di scrooge</title>
		<link>http://www.partitodemocratico-follonica.it/?p=285&#038;cpage=1#comment-83</link>
		<dc:creator>scrooge</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 18:05:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.partitodemocratico-follonica.it/?p=285#comment-83</guid>
		<description>Caro Fede, 

parto dal tuo post. 
Anche io penso che la decisione della Corte sia in larga parte dovuta alla mancanza (purtroppo o per fortuna!) nella &#039;costituzione europea&#039; dei richiami alle radici giudaico cristiane; però non capisco l&#039;analogia crocifisso-chador. 
Il crocifisso viene attaccato sui muri di scuole statali, il chador NON mi risulta che sia appeso sui muri di luoghi statali in Italia (e menomale, aggiugerei!)
Così come la Corte non vieta che io domani possa andare a scuola con un rosario in mano o un crocefisso sulla collana. Parimenti (e qui c&#039;è l&#039;analogia) i credenti di altre religioni possono andare coi i propri simboli nelle scuole pubbliche (es. chador). 
Possiamo discutere se è opportuno vietare l&#039;esposizione in luoghi statali (come le scuole statali) di simboli religiosi anche nel vestiario personale, ma questo dovrà valere per tutti, per quello che porta il Corano e per quello che porta la Bibbia nel taschino. 

La questioni da domandarsi sono perciò distinte:

1) uno stato laico appende per legge sui propri muri simboli religiosi? Io sono per aggiungere piuttosto che togliere, cosicchè ognuno possa portare un simbolo positivo della propria religione. Ma, come saprai nelle nostre scuole si fa fatica anche a fornire la carta igienica per i bambini, e sarebbe oggettivamente difficile appendere simboli di tutte le religioni su tutte le pareti di tutte le scuole.

2) uno stato laico appende per legge un simbolo di una e una sola religione sui propri muri (difatti, la Corte si limita alle scuole statali e non a quelle confessionali)?
A me non ha mai dato fastidio il crocifisso sui muri, e non penso abbia influenzato la mia crescita o educazione, ma non posso/possiamo escludere che questo possa valere per tutti.

3) uno stato laico limita l&#039;esposizione dei simboli nelle proprie strutture come le scuole? I francesi, ad esempio, lo hanno fatto. 

4) uno stato laico limita l&#039;esposizione dei simboli fuori dalle proprie strutture (es. per la strada)? Personalmente io sono molto British, per me uno a giro ci può andare come gli pare. Per i burqa c&#039;è una questione di copertura del viso e quindi mancata riconoscibilità, ma questo trascende dalla questione religiosa o culturale (e cmq in altri stati come Inghilterra il burqa non è vietato neanche per questo motivo)

Ecco, come vedi le domande sono distinte (e la sentenza del crocefisso ne riguarda solo alcune), e su queste io non ho verità ma solo desiderio di ragionare pacatamente (mi fanno paura i toni esasperati pro o contro un simbolo religioso).

Vorrei esprimere il mio parere anche sulla reciprocità, ricordata nel commento precedente. Il progredire sociale-culturale-economico di uno Stato non può dipendere da cosa fanno gli altri stati. Se uno stato ritiene che una norma o condizione sia preferibile, la sceglie indipendentemente se questa è stata scelta dagli altri. La reciprocità è un effetto desiderabile ma non può essere la precondizione per lo sviluppo di una paese. 

Concludo con una citazione. Neera Fallaci, nel libro &quot;Vita del prete Lorenzo Milani&quot; racconta che don Lorenzo &quot;tolse il crocifisso perché non doveva esserci neppure un simbolo che facesse pensare che quella era una scuola confessionale. Lì c&#039;erano solo uomini che studiavano e discutevano per la propria elevazione civile e morale&quot;
  
saluti, massimiliano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Fede, </p>
<p>parto dal tuo post.<br />
Anche io penso che la decisione della Corte sia in larga parte dovuta alla mancanza (purtroppo o per fortuna!) nella &#8216;costituzione europea&#8217; dei richiami alle radici giudaico cristiane; però non capisco l&#8217;analogia crocifisso-chador.<br />
Il crocifisso viene attaccato sui muri di scuole statali, il chador NON mi risulta che sia appeso sui muri di luoghi statali in Italia (e menomale, aggiugerei!)<br />
Così come la Corte non vieta che io domani possa andare a scuola con un rosario in mano o un crocefisso sulla collana. Parimenti (e qui c&#8217;è l&#8217;analogia) i credenti di altre religioni possono andare coi i propri simboli nelle scuole pubbliche (es. chador).<br />
Possiamo discutere se è opportuno vietare l&#8217;esposizione in luoghi statali (come le scuole statali) di simboli religiosi anche nel vestiario personale, ma questo dovrà valere per tutti, per quello che porta il Corano e per quello che porta la Bibbia nel taschino. </p>
<p>La questioni da domandarsi sono perciò distinte:</p>
<p>1) uno stato laico appende per legge sui propri muri simboli religiosi? Io sono per aggiungere piuttosto che togliere, cosicchè ognuno possa portare un simbolo positivo della propria religione. Ma, come saprai nelle nostre scuole si fa fatica anche a fornire la carta igienica per i bambini, e sarebbe oggettivamente difficile appendere simboli di tutte le religioni su tutte le pareti di tutte le scuole.</p>
<p>2) uno stato laico appende per legge un simbolo di una e una sola religione sui propri muri (difatti, la Corte si limita alle scuole statali e non a quelle confessionali)?<br />
A me non ha mai dato fastidio il crocifisso sui muri, e non penso abbia influenzato la mia crescita o educazione, ma non posso/possiamo escludere che questo possa valere per tutti.</p>
<p>3) uno stato laico limita l&#8217;esposizione dei simboli nelle proprie strutture come le scuole? I francesi, ad esempio, lo hanno fatto. </p>
<p>4) uno stato laico limita l&#8217;esposizione dei simboli fuori dalle proprie strutture (es. per la strada)? Personalmente io sono molto British, per me uno a giro ci può andare come gli pare. Per i burqa c&#8217;è una questione di copertura del viso e quindi mancata riconoscibilità, ma questo trascende dalla questione religiosa o culturale (e cmq in altri stati come Inghilterra il burqa non è vietato neanche per questo motivo)</p>
<p>Ecco, come vedi le domande sono distinte (e la sentenza del crocefisso ne riguarda solo alcune), e su queste io non ho verità ma solo desiderio di ragionare pacatamente (mi fanno paura i toni esasperati pro o contro un simbolo religioso).</p>
<p>Vorrei esprimere il mio parere anche sulla reciprocità, ricordata nel commento precedente. Il progredire sociale-culturale-economico di uno Stato non può dipendere da cosa fanno gli altri stati. Se uno stato ritiene che una norma o condizione sia preferibile, la sceglie indipendentemente se questa è stata scelta dagli altri. La reciprocità è un effetto desiderabile ma non può essere la precondizione per lo sviluppo di una paese. </p>
<p>Concludo con una citazione. Neera Fallaci, nel libro &#8220;Vita del prete Lorenzo Milani&#8221; racconta che don Lorenzo &#8220;tolse il crocifisso perché non doveva esserci neppure un simbolo che facesse pensare che quella era una scuola confessionale. Lì c&#8217;erano solo uomini che studiavano e discutevano per la propria elevazione civile e morale&#8221;</p>
<p>saluti, massimiliano</p>
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		<title>Commenti su DUE PESI E DUE MISURE NON SONO ACCETTABILI. di Fede</title>
		<link>http://www.partitodemocratico-follonica.it/?p=285&#038;cpage=1#comment-82</link>
		<dc:creator>Fede</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 13:24:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.partitodemocratico-follonica.it/?p=285#comment-82</guid>
		<description>Linee sottili. di MAGNOLFI MIRIA

Come tanti, sono nata in un paese cattolico,  credente in quella “limpida ingenuità” che è solo (anche oggi?!) dei bimbi, atea in gioventù,  negli anni delle grandi decisioni e delle letture filosofiche, agnostica nell’età matura dopo riletture e incontri preziosi, laica sempre e comunque.
Da questo punto di vista, da quello di laica, alcune riflessioni e tante domande,  su quanto deciso dalla Corte europea su quella croce da togliere dalle pareti delle aule. Secondo la sentenza  La presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche è &quot;una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni&quot;.  
Prima domanda: ma i genitori dove educano? In aula no di certo, forse a casa propria dove crocifissi non è detto che alle pareti decidano di metterne.
Domanda  futile la prima, interpretazione troppo letterale della sentenza. 
Forse la presenza di un crocifisso  può facilmente essere interpretata dai ragazzi di ogni età come un evidente &quot;segno religioso&quot; e, dunque, potrebbe condizionarli. E se questo condizionamento può essere di &quot;incoraggiamento&quot; per i bambini già cristiani, può invece &quot;disturbare&quot; quelli di altre religioni o gli atei.  
Disturbare forse vuol dire anche offendere l’identità culturale di  questi ultimi?
Sappiamo da tempo che ci sono scuole in cui non si fa più il presepio  per non “disturbare” / offendere i bambini di altre religioni.  Meglio Babbo Natale che  non offende nessuno,  quello vestito di rosso e bianco,  oramai fissato nell’immaginario collettivo, risale a pubblicità  natalizia della  Coca Cola,  della cui lattina i colori,  avviata ai primi del 1900  negli Stati Uniti, e poi  diffusa in tutto il mondo (e che mercato tutto intorno!)
Ma il Natale non era la festa della famiglia, quella dei bambini,  in cui ci si trova tutti insieme per rinnovarci  i segni del nostro affetto?  Cinquant’anni fa come mai c’era il presepio e la Befana???
Sappiamo anche che non si parla più a scuola e anche in casa,  o pochissimo,  del ricordo dei morti,  e della ricorrenza  del 2 novembre: ricordare i nostri morti, non è solo da credenti cristiani, ma appartiene alla sensibilità di tutte le persone, che in quel giorno ricordando, mantengono in vita i loro cari e provano i loro sentimenti più profondi, trasmettono e condividono le radici della loro famiglia, ai loro figli. Il culto dei morti appartiene alle culture umane più diverse  da millenni.
Si preferisce forse non “disturbare”/,  offendere  nessuno, ed è molto meglio,  e per di più molto redditizio,  “Dolcetto o scherzetto”  per tutti.  Ma anche se la usanza di Halloween,  delle zucche  risalisse a millenni fa, nasce dall&#039;idea che i defunti vaghino per la terra con dei fuochi in mano e cerchino di portare via con sé i vivi che li devono spaventare camuffandosi con facce orripilanti. Cosa c’entra con il  ricordare i morti con affetto e con rispetto che per tradizione di altra cultura, si faceva il 2 novembre?
Gli esempi potrebbero essere altri e li troveremmo se li cercassimo. O se solo volessimo vederli.
Allora la domanda conseguente: ma religione da credenti o da laici fa parte della cultura di un popolo o no? E cosa vuol dire cultura? Dentro la cultura antropologicamente parlando stanno usi, costumi, atteggiamenti, valori,  credenze  (religioni?!), vale a dire tutto  quello che forma una identità culturale, anche quella della cultura occidentale, e la nostra.
E dunque,  la religione, da credenti praticanti o meno,  o da laici, siamo sicuri che sia solo un rapporto privato, che riguarda solo l’ambito spirituale di ciascuno?
Ma allora perché un ebreo laico, rimane un ebreo? E un musulmano laico rimane un musulmano?
Non è che forse un cristiano laico è pur sempre un cristiano?
E se il crocifisso “disturba”/ offende in non cristiani,  cosa fanno gli altri simboli religiosi, in paesi in cui i cristiani vanno in vacanza, a studiare, o a vivere? Li offendono e  per questo vengono tolti?  Se così avvenisse si chiamerebbe  attivazione di condizione di reciprocità. Tolgo la croce nel mio paese per non offenderti, ma tu togli i tuoi nel tuo paese per non offendere me.  
Per me è impensabile poter richiedere una cosa del genere: questo forse significa che fa parte della mia cultura, il  rispetto verso  tutte le altre culture e religioni del paese che mi  accoglie o mi ospita. Lo stesso rispetto con il quale si entra in chiesa, in sinagoga o in moschea o in tempio buddista, essendo atei o indù. Chi è accolto, o vorrebbe esserlo, forse dovrebbe conoscere che la propria cultura diversa può dover  prevedere di essere “integrata” con quella del paese  in cui è arrivato.
Dovrebbe conoscere che da culture diverse derivano legislazioni diverse e che si rispettano le leggi del paese che ci ospita. Che ci deve essere una disponibilità a modificarsi, a cambiare, nel segno di una reciprocità non sempre obbligata all’eccesso.
 Mi sembra tra l’altro che simboli di altre religioni siano visibili a tutti  ed autorizzati in Europa e anche in Italia. Ma come mai non devo poter entrare in una Moschea e ascoltare,  nella mia lingua, quello che l’Imam dice, mentre tutti possono entrare liberamente in una chiesa cristiana?
Chi è dunque l’offeso?
Mantenendo certi i crimini che i cristiani (e  di più la Chiesa Cattolica) hanno commesso o hanno accettato venissero commessi  dagli uomini, in loro nome e nel loro silenzio, lungo l’arco di duemila anni di storia, e forse possono ancora commettere,  oggi  sono io a sentirmi offesa, come dovrebbero sentirsi offesi coloro che appartengono alla mia stessa cultura. Si dovrebbero sentire offesi  perché la religione cristiana  si fonda su Cristo e sul suo Vangelo, (per risalire a tutto il dettato del Vecchio Testamento)  e nel quadro degli insegnamenti che in esso sono scritti,  qui, anche  in Italia,  siamo cresciuti, abbiamo cresciuti i nostri figli e  di  questa storia e cultura millenaria rimarrà ancora il segno per molte future generazioni. Per i credenti più o meno praticanti, per gli agnostici, atei,  per i laici.
Su valori  appartenenti  alla  religione cristiana e condivisi con essa , è basata la struttura sociale e l’impianto legislativo moderno e contemporaneo della società di cui siamo parte. 
E se adesso si parla  sempre più spesso di perdita dei valori, di quali valori stiamo parlando? 
Quali di questi valor morali, che fanno parte, questi indiscutibilmente di una cultura, di un’etica legata alla cultura, derivano dalla  religione, per essere riconosciuti oggi da tutti come valori laici? 
Ma torniamo a quella croce inchiodata alla parete di una aula.
Se togliere quei due pezzetti di legno scuro,  significasse avere presto un futuro in cui  non ci saranno più donne che hanno subito l’ infibulazione,  o che dovranno accettare di essere seconde o terze o quarte mogli,  ragazze che non dovranno sposare, per paura di essere uccise, il marito che il loro padre ha scelto per loro; se significasse che non ci saranno più persone che si fanno saltare in aria uccidendone  altre,  pensando di  divenire martiri e guadagnarsi un paradiso pieno di vergini,  se  volesse dire che non ci saranno  più persone che riterranno solo il loro il vero Dio, che penseranno  che tutti gli uomini e le donne sono persone con pari diritti ed agiranno in conseguenza nel rispetto degli altri,  che i crocifissi vengano tolti subito.
Ma  se non siano certi  che significhi questo, e pensiamo che ci voglia ben altro per cambiare il presente,  allora,  se per decisione della Corte europea,  non vi sarà più  una  croce alla parete,  nessun altro simbolo  religioso vi dovrà essere, visibile  a tutti, e per simboli  si intende anche ciò che esteriormente  nel vestire,  come nei comportamenti  di ogni individuo, connoti l’appartenenza  ad una qualsiasi religione.
Con questo quindi,  subito via  i  veli di qualsiasi foggia  a coprire  capelli o  volti delle donne musulmane,   si perseguano  penalmente la poligamia, così come ogni  pratica  di mutilazione genitale femminile o maschile,  si garantisca la parità di diritti a donne e bambine che secondo i canoni dettati da alcune religioni vengono anche  trattate  come esseri subordinati, anche per vita o morte,  al volere degli uomini,  che si garantisca tutti  il diritto allo studio, alla conoscenza. 
Linee sottili dividono che è equilibrato e accettabile, o risultato di un compromess positivo se volgiamo,  da ciò che è iniquo e inaccettabile.
Scegliere dove la linea si deve fermare è un atto di assunzione di  responsabilità che qualcuno si dovrebbe assumere, nel nostro paese e in Europa. Tolleranza non vuol dire sempre tirarsi indietro cancellando la propria identità  per far spazio ad altro,  vuol dire trovare punto di condivisione, andare in avanti nello spazio degli altri e far entrare gli altri nei propri,  disegnare nuove linee.
Non riflettere sulla pericolosità di non soffermarsi sulle sfumature di queste linee che si tanno disegnando, scegliendo la via troppo facile della semplificazione in un mondo che invece è complesso,  potrebbe voler dire tornare indietro nel tempo, accettando comportamenti  e atti inqualificabili e inaccettabili, per il superamento dei quali tanti hanno speso, e continuano a spendere la propria vita.
Rinunciare alle radici della propria cultura, vuol dire forse rispettare davvero le altre culture?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Linee sottili. di MAGNOLFI MIRIA</p>
<p>Come tanti, sono nata in un paese cattolico,  credente in quella “limpida ingenuità” che è solo (anche oggi?!) dei bimbi, atea in gioventù,  negli anni delle grandi decisioni e delle letture filosofiche, agnostica nell’età matura dopo riletture e incontri preziosi, laica sempre e comunque.<br />
Da questo punto di vista, da quello di laica, alcune riflessioni e tante domande,  su quanto deciso dalla Corte europea su quella croce da togliere dalle pareti delle aule. Secondo la sentenza  La presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche è &#8220;una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni&#8221;.<br />
Prima domanda: ma i genitori dove educano? In aula no di certo, forse a casa propria dove crocifissi non è detto che alle pareti decidano di metterne.<br />
Domanda  futile la prima, interpretazione troppo letterale della sentenza.<br />
Forse la presenza di un crocifisso  può facilmente essere interpretata dai ragazzi di ogni età come un evidente &#8220;segno religioso&#8221; e, dunque, potrebbe condizionarli. E se questo condizionamento può essere di &#8220;incoraggiamento&#8221; per i bambini già cristiani, può invece &#8220;disturbare&#8221; quelli di altre religioni o gli atei.<br />
Disturbare forse vuol dire anche offendere l’identità culturale di  questi ultimi?<br />
Sappiamo da tempo che ci sono scuole in cui non si fa più il presepio  per non “disturbare” / offendere i bambini di altre religioni.  Meglio Babbo Natale che  non offende nessuno,  quello vestito di rosso e bianco,  oramai fissato nell’immaginario collettivo, risale a pubblicità  natalizia della  Coca Cola,  della cui lattina i colori,  avviata ai primi del 1900  negli Stati Uniti, e poi  diffusa in tutto il mondo (e che mercato tutto intorno!)<br />
Ma il Natale non era la festa della famiglia, quella dei bambini,  in cui ci si trova tutti insieme per rinnovarci  i segni del nostro affetto?  Cinquant’anni fa come mai c’era il presepio e la Befana???<br />
Sappiamo anche che non si parla più a scuola e anche in casa,  o pochissimo,  del ricordo dei morti,  e della ricorrenza  del 2 novembre: ricordare i nostri morti, non è solo da credenti cristiani, ma appartiene alla sensibilità di tutte le persone, che in quel giorno ricordando, mantengono in vita i loro cari e provano i loro sentimenti più profondi, trasmettono e condividono le radici della loro famiglia, ai loro figli. Il culto dei morti appartiene alle culture umane più diverse  da millenni.<br />
Si preferisce forse non “disturbare”/,  offendere  nessuno, ed è molto meglio,  e per di più molto redditizio,  “Dolcetto o scherzetto”  per tutti.  Ma anche se la usanza di Halloween,  delle zucche  risalisse a millenni fa, nasce dall&#8217;idea che i defunti vaghino per la terra con dei fuochi in mano e cerchino di portare via con sé i vivi che li devono spaventare camuffandosi con facce orripilanti. Cosa c’entra con il  ricordare i morti con affetto e con rispetto che per tradizione di altra cultura, si faceva il 2 novembre?<br />
Gli esempi potrebbero essere altri e li troveremmo se li cercassimo. O se solo volessimo vederli.<br />
Allora la domanda conseguente: ma religione da credenti o da laici fa parte della cultura di un popolo o no? E cosa vuol dire cultura? Dentro la cultura antropologicamente parlando stanno usi, costumi, atteggiamenti, valori,  credenze  (religioni?!), vale a dire tutto  quello che forma una identità culturale, anche quella della cultura occidentale, e la nostra.<br />
E dunque,  la religione, da credenti praticanti o meno,  o da laici, siamo sicuri che sia solo un rapporto privato, che riguarda solo l’ambito spirituale di ciascuno?<br />
Ma allora perché un ebreo laico, rimane un ebreo? E un musulmano laico rimane un musulmano?<br />
Non è che forse un cristiano laico è pur sempre un cristiano?<br />
E se il crocifisso “disturba”/ offende in non cristiani,  cosa fanno gli altri simboli religiosi, in paesi in cui i cristiani vanno in vacanza, a studiare, o a vivere? Li offendono e  per questo vengono tolti?  Se così avvenisse si chiamerebbe  attivazione di condizione di reciprocità. Tolgo la croce nel mio paese per non offenderti, ma tu togli i tuoi nel tuo paese per non offendere me.<br />
Per me è impensabile poter richiedere una cosa del genere: questo forse significa che fa parte della mia cultura, il  rispetto verso  tutte le altre culture e religioni del paese che mi  accoglie o mi ospita. Lo stesso rispetto con il quale si entra in chiesa, in sinagoga o in moschea o in tempio buddista, essendo atei o indù. Chi è accolto, o vorrebbe esserlo, forse dovrebbe conoscere che la propria cultura diversa può dover  prevedere di essere “integrata” con quella del paese  in cui è arrivato.<br />
Dovrebbe conoscere che da culture diverse derivano legislazioni diverse e che si rispettano le leggi del paese che ci ospita. Che ci deve essere una disponibilità a modificarsi, a cambiare, nel segno di una reciprocità non sempre obbligata all’eccesso.<br />
 Mi sembra tra l’altro che simboli di altre religioni siano visibili a tutti  ed autorizzati in Europa e anche in Italia. Ma come mai non devo poter entrare in una Moschea e ascoltare,  nella mia lingua, quello che l’Imam dice, mentre tutti possono entrare liberamente in una chiesa cristiana?<br />
Chi è dunque l’offeso?<br />
Mantenendo certi i crimini che i cristiani (e  di più la Chiesa Cattolica) hanno commesso o hanno accettato venissero commessi  dagli uomini, in loro nome e nel loro silenzio, lungo l’arco di duemila anni di storia, e forse possono ancora commettere,  oggi  sono io a sentirmi offesa, come dovrebbero sentirsi offesi coloro che appartengono alla mia stessa cultura. Si dovrebbero sentire offesi  perché la religione cristiana  si fonda su Cristo e sul suo Vangelo, (per risalire a tutto il dettato del Vecchio Testamento)  e nel quadro degli insegnamenti che in esso sono scritti,  qui, anche  in Italia,  siamo cresciuti, abbiamo cresciuti i nostri figli e  di  questa storia e cultura millenaria rimarrà ancora il segno per molte future generazioni. Per i credenti più o meno praticanti, per gli agnostici, atei,  per i laici.<br />
Su valori  appartenenti  alla  religione cristiana e condivisi con essa , è basata la struttura sociale e l’impianto legislativo moderno e contemporaneo della società di cui siamo parte.<br />
E se adesso si parla  sempre più spesso di perdita dei valori, di quali valori stiamo parlando?<br />
Quali di questi valor morali, che fanno parte, questi indiscutibilmente di una cultura, di un’etica legata alla cultura, derivano dalla  religione, per essere riconosciuti oggi da tutti come valori laici?<br />
Ma torniamo a quella croce inchiodata alla parete di una aula.<br />
Se togliere quei due pezzetti di legno scuro,  significasse avere presto un futuro in cui  non ci saranno più donne che hanno subito l’ infibulazione,  o che dovranno accettare di essere seconde o terze o quarte mogli,  ragazze che non dovranno sposare, per paura di essere uccise, il marito che il loro padre ha scelto per loro; se significasse che non ci saranno più persone che si fanno saltare in aria uccidendone  altre,  pensando di  divenire martiri e guadagnarsi un paradiso pieno di vergini,  se  volesse dire che non ci saranno  più persone che riterranno solo il loro il vero Dio, che penseranno  che tutti gli uomini e le donne sono persone con pari diritti ed agiranno in conseguenza nel rispetto degli altri,  che i crocifissi vengano tolti subito.<br />
Ma  se non siano certi  che significhi questo, e pensiamo che ci voglia ben altro per cambiare il presente,  allora,  se per decisione della Corte europea,  non vi sarà più  una  croce alla parete,  nessun altro simbolo  religioso vi dovrà essere, visibile  a tutti, e per simboli  si intende anche ciò che esteriormente  nel vestire,  come nei comportamenti  di ogni individuo, connoti l’appartenenza  ad una qualsiasi religione.<br />
Con questo quindi,  subito via  i  veli di qualsiasi foggia  a coprire  capelli o  volti delle donne musulmane,   si perseguano  penalmente la poligamia, così come ogni  pratica  di mutilazione genitale femminile o maschile,  si garantisca la parità di diritti a donne e bambine che secondo i canoni dettati da alcune religioni vengono anche  trattate  come esseri subordinati, anche per vita o morte,  al volere degli uomini,  che si garantisca tutti  il diritto allo studio, alla conoscenza.<br />
Linee sottili dividono che è equilibrato e accettabile, o risultato di un compromess positivo se volgiamo,  da ciò che è iniquo e inaccettabile.<br />
Scegliere dove la linea si deve fermare è un atto di assunzione di  responsabilità che qualcuno si dovrebbe assumere, nel nostro paese e in Europa. Tolleranza non vuol dire sempre tirarsi indietro cancellando la propria identità  per far spazio ad altro,  vuol dire trovare punto di condivisione, andare in avanti nello spazio degli altri e far entrare gli altri nei propri,  disegnare nuove linee.<br />
Non riflettere sulla pericolosità di non soffermarsi sulle sfumature di queste linee che si tanno disegnando, scegliendo la via troppo facile della semplificazione in un mondo che invece è complesso,  potrebbe voler dire tornare indietro nel tempo, accettando comportamenti  e atti inqualificabili e inaccettabili, per il superamento dei quali tanti hanno speso, e continuano a spendere la propria vita.<br />
Rinunciare alle radici della propria cultura, vuol dire forse rispettare davvero le altre culture?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su LA FORZA DELLE PRIMARIE. di scrooge</title>
		<link>http://www.partitodemocratico-follonica.it/?p=233&#038;cpage=1#comment-63</link>
		<dc:creator>scrooge</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 18:27:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.partitodemocratico-follonica.it/?p=233#comment-63</guid>
		<description>fede sono in completa sintonia con te.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>fede sono in completa sintonia con te.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Arrivo dei profughi a Follonica: sì alla sicurezza, ma nell’integrazione. di Fede</title>
		<link>http://www.partitodemocratico-follonica.it/?p=210&#038;cpage=1#comment-60</link>
		<dc:creator>Fede</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 09:57:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.partitodemocratico-follonica.it/?p=210#comment-60</guid>
		<description>Il diritto di Asilo è un diritto fondamentale presente nella Carta delle Nazioni Unite. 
La presa di posizione del PD và oltre e prospetta la possibilità dell&#039;integrazione di questi ragazzi con la pelle scura.
A livello locale non si può fare e chiedere di più. Quello che manca è una politica nazionale che crei gli spazi per potenziare gli sforzi a favore di uno sviluppo economico dell&#039;Africa e per la cessazione delle guerre in tale continente.
Ogni Euro speso in questa direzione non è sprecato: è un investimento in capitale che frutterà per la nostra economia, per la nostra sicurezza e per l&#039;orgoglio di sentirsi Uomini, dieci volte tanto.
Federico</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il diritto di Asilo è un diritto fondamentale presente nella Carta delle Nazioni Unite.<br />
La presa di posizione del PD và oltre e prospetta la possibilità dell&#8217;integrazione di questi ragazzi con la pelle scura.<br />
A livello locale non si può fare e chiedere di più. Quello che manca è una politica nazionale che crei gli spazi per potenziare gli sforzi a favore di uno sviluppo economico dell&#8217;Africa e per la cessazione delle guerre in tale continente.<br />
Ogni Euro speso in questa direzione non è sprecato: è un investimento in capitale che frutterà per la nostra economia, per la nostra sicurezza e per l&#8217;orgoglio di sentirsi Uomini, dieci volte tanto.<br />
Federico</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Per salvare le banche si taglia la Ricerca di Fede</title>
		<link>http://www.partitodemocratico-follonica.it/?p=193&#038;cpage=1#comment-58</link>
		<dc:creator>Fede</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 15:03:21 +0000</pubDate>
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		<description>Non è che si taglia solo nella ricerca ....
Il mio rammarico è che l&#039;eccessiva prudenza non ci ha fatto utilizzare &#039;IL TESORETTO&#039; di un paio di miliardi per le pensioni e gli stipendi quando Prodi era al Governo. Oggi vengono trovati come per magia decine di migliaia di miliardi di Euro.
Dopo queste batoste mi sento sulla pelle le parole di Brenno &#039;GUAI AI VINTI&#039;.    Fede</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non è che si taglia solo nella ricerca &#8230;.<br />
Il mio rammarico è che l&#8217;eccessiva prudenza non ci ha fatto utilizzare &#8216;IL TESORETTO&#8217; di un paio di miliardi per le pensioni e gli stipendi quando Prodi era al Governo. Oggi vengono trovati come per magia decine di migliaia di miliardi di Euro.<br />
Dopo queste batoste mi sento sulla pelle le parole di Brenno &#8216;GUAI AI VINTI&#8217;.    Fede</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Obama, il discorso di Denver di scrooge</title>
		<link>http://www.partitodemocratico-follonica.it/?p=180&#038;cpage=1#comment-57</link>
		<dc:creator>scrooge</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 16:12:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.partitodemocratico-follonica.it/?p=180#comment-57</guid>
		<description>obama può vincere proprio se riesce a contrastare la paura, il declino e la crisi in speranza,, opportunità e futuro. Lui è l&#039;unico che può contagiare gli americani di queste parole...e solo così potrà vincere</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>obama può vincere proprio se riesce a contrastare la paura, il declino e la crisi in speranza,, opportunità e futuro. Lui è l&#8217;unico che può contagiare gli americani di queste parole&#8230;e solo così potrà vincere</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su IL PARADOSSO DI GIULIO TREMONTI. di scrooge</title>
		<link>http://www.partitodemocratico-follonica.it/?p=186&#038;cpage=1#comment-56</link>
		<dc:creator>scrooge</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 12:14:29 +0000</pubDate>
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		<description>che tristezza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>che tristezza.</p>
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		<title>Commenti su Obama, il discorso di Denver di Fede</title>
		<link>http://www.partitodemocratico-follonica.it/?p=180&#038;cpage=1#comment-55</link>
		<dc:creator>Fede</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 11:37:14 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Eppure Obama non vincerà&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;
Certo, a livello di speranza, Obama è il mio candidato e gli auguro, di cuore, una ampia vittoria. Appunto, con tutto il cuore. Ma la ragione dice che non riuscirà a battere il repubblicano e qui di seguito ne scrivo i motivi:&lt;br /&gt;
1) &lt;strong&gt;Il declino imperiale&lt;/strong&gt; non può essere proclamato perchè i Pretoriani sono forti, e lo saranno fino all&#039;ultimo giorno. Dire uscire comunque dall&#039;IRAQ significa uscire sconfitti e questo è impolitico fino al suicidio in una nazione dominata da ormai 70 anni dalle lobby militari-industriali che oggi appoggiano McCain. Busch è stato rieletto la seconda volta semplicemente affermando che non si può perdere una guerra.&lt;br /&gt;
2)&lt;strong&gt;La PAURA&lt;/strong&gt;, alimentata ad arte dalla destra americana, contro i comunisti, gli stranieri, i diversi, oggi si alimenta con estrema facilità contro i Russi, i Sud Americani e soprattutto contro i nemici del dollaro.&lt;br /&gt;
3) &lt;strong&gt;La crisi economica&lt;/strong&gt;, contro ogni palese verità, è descritta come frutto dell&#039;attacco degli arabi e dei cinesi alle strutture produttive americane. Questo argomento, che normalmente rappresenta un capitolo del punto 2, oggi che sono esplose le bolle speculative sub-prime e dei fondi canaglia (edge founds), porterà al rigetto di ogni ragionamento &#039;politico&#039; nella testa della middle class. In parallelo porterà cioè al trionfo di MacCain, paladino delle &#039;istituzioni bancarie&#039; e delle tradizioni USA.&lt;br /&gt;
4) Esistono altre variabili, anch&#039;esse negative per i Democratici. &lt;strong&gt;Il colore della pelle di Obama&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;il sesso del candidato vice presidente&lt;/strong&gt; che poteva essere la battagliera e più convincente Clinton. Sono variabili che giocano molto meno delle precedenti, ma sono pur sempre variabili negative per i Democratici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per questo, se dovessi puntare una scommessa, darei 7 ad 1 MacCain.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Altra cosa è quanto vorrei suggerire ai Democratici Italiani. La nostra forza non è e mai lo sarà, derivante da un presidente americano. Egli, prima di tutto è e sarà il delegato degli interessi fondamentali delle lobby USA. Difenderà perciò la potenza militare e quella del dollaro, con tutto quanto ciò comporta.&lt;br /&gt;
Il PD deve invece pensare all&#039;Italia e sempre di più all&#039;Europa che si è dimostrata capace di bloccare le guerre, di difendere il potere di acquisto del continente (ed è difficilissimo di questi tempi di aperte guerre commerciali) e di difendere soprattutto un quadro di rapporti sociali che sopravvivono ormai solo da noi.&lt;br /&gt;
Questo è il nodo politico vero: camminare con le nostre gambe perchè d&#039;Oltre Oceano non verranno aiuti alla nostra parte politica.&lt;br /&gt;
Federico&lt;/p&gt;
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Eppure Obama non vincerà</strong>.<br />
Certo, a livello di speranza, Obama è il mio candidato e gli auguro, di cuore, una ampia vittoria. Appunto, con tutto il cuore. Ma la ragione dice che non riuscirà a battere il repubblicano e qui di seguito ne scrivo i motivi:<br />
1) <strong>Il declino imperiale</strong> non può essere proclamato perchè i Pretoriani sono forti, e lo saranno fino all&#8217;ultimo giorno. Dire uscire comunque dall&#8217;IRAQ significa uscire sconfitti e questo è impolitico fino al suicidio in una nazione dominata da ormai 70 anni dalle lobby militari-industriali che oggi appoggiano McCain. Busch è stato rieletto la seconda volta semplicemente affermando che non si può perdere una guerra.<br />
2)<strong>La PAURA</strong>, alimentata ad arte dalla destra americana, contro i comunisti, gli stranieri, i diversi, oggi si alimenta con estrema facilità contro i Russi, i Sud Americani e soprattutto contro i nemici del dollaro.<br />
3) <strong>La crisi economica</strong>, contro ogni palese verità, è descritta come frutto dell&#8217;attacco degli arabi e dei cinesi alle strutture produttive americane. Questo argomento, che normalmente rappresenta un capitolo del punto 2, oggi che sono esplose le bolle speculative sub-prime e dei fondi canaglia (edge founds), porterà al rigetto di ogni ragionamento &#8216;politico&#8217; nella testa della middle class. In parallelo porterà cioè al trionfo di MacCain, paladino delle &#8216;istituzioni bancarie&#8217; e delle tradizioni USA.<br />
4) Esistono altre variabili, anch&#8217;esse negative per i Democratici. <strong>Il colore della pelle di Obama</strong>, <strong>il sesso del candidato vice presidente</strong> che poteva essere la battagliera e più convincente Clinton. Sono variabili che giocano molto meno delle precedenti, ma sono pur sempre variabili negative per i Democratici.</p>
<p>Per questo, se dovessi puntare una scommessa, darei 7 ad 1 MacCain.</p>
<p>Altra cosa è quanto vorrei suggerire ai Democratici Italiani. La nostra forza non è e mai lo sarà, derivante da un presidente americano. Egli, prima di tutto è e sarà il delegato degli interessi fondamentali delle lobby USA. Difenderà perciò la potenza militare e quella del dollaro, con tutto quanto ciò comporta.<br />
Il PD deve invece pensare all&#8217;Italia e sempre di più all&#8217;Europa che si è dimostrata capace di bloccare le guerre, di difendere il potere di acquisto del continente (ed è difficilissimo di questi tempi di aperte guerre commerciali) e di difendere soprattutto un quadro di rapporti sociali che sopravvivono ormai solo da noi.<br />
Questo è il nodo politico vero: camminare con le nostre gambe perchè d&#8217;Oltre Oceano non verranno aiuti alla nostra parte politica.<br />
Federico</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Commenti su Festa 2008. Grazie! di luigi</title>
		<link>http://www.partitodemocratico-follonica.it/?p=179&#038;cpage=1#comment-54</link>
		<dc:creator>luigi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 16:34:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.partitodemocratico-follonica.it/?p=179#comment-54</guid>
		<description>Quest&#039;anno proprio non ce l&#039;ho fatta a dare una mano. Mi dispiace ma non ero nelle condizioni giuste. Comunque mi prenoto per la prossima.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno proprio non ce l&#8217;ho fatta a dare una mano. Mi dispiace ma non ero nelle condizioni giuste. Comunque mi prenoto per la prossima.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Commenti su Testamento biologico. Scambio di emails tra Piergiorgio Welby e il Prof. D&#8217;agostino di Partito Democratico di Follonica &#187; Blog Archive &#187; Festa 2008. Grazie!</title>
		<link>http://www.partitodemocratico-follonica.it/?p=175&#038;cpage=1#comment-53</link>
		<dc:creator>Partito Democratico di Follonica &#187; Blog Archive &#187; Festa 2008. Grazie!</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 15:12:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.partitodemocratico-follonica.it/?p=175#comment-53</guid>
		<description>&lt;p&gt;[...] del partito lasciando loro alcune lettere e poesie inedite di Piergiorgio (che abbiamo inserito sul nostro sito). Tra i dibattiti mi preme ricordare, infine, la straordinaria serata in ricordo di Peppino [...]&lt;/p&gt;
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] del partito lasciando loro alcune lettere e poesie inedite di Piergiorgio (che abbiamo inserito sul nostro sito). Tra i dibattiti mi preme ricordare, infine, la straordinaria serata in ricordo di Peppino [...]</p>
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