Ad Ekaterinburg, il 16 giugno 2009,si sono incontrati i massimi rappresentanti di Brasile, Russia, India e Cina (acronimo BRIC), decidendo di istituzionalizzare questo consesso che si ritroverà d’ora in avanti con incontri periodici dedicati a migliorare la vita ed il progresso dei rispettivi popoli.
La cittadina di Ekaterinburg è già passata alla storia in quanto, nel 1917 vide la mattanza dei Romanoff. Zar, Zarina e parenti tutti uccisi per volere di Trotzy, forse con il beneplacido di Lenin.
Probabilmente il nuovo evento la renderà ancor più famosa in quanto, i 4 Paesi che si sono incontrati in questo angolo degli Urali, dunque in Europa, rappresentano all’incirca 3 miliardi di uomini che, da soli, hanno superato un PIL di 4.000 miliardi di Euro, che in tali nazioni ha un potere di acquisto interno molto più elevato, un trend di espansione medio di oltre il 6% anche per il 2009, alla barba della crisi, un bacino di consumo smisurato, una riserva energetica di primissimo piano, una tecnologia avanzata, soprattutto in campo militare e spaziale. Le definiamo economie emergenti.
In effetti sono già emerse come forti ed inattaccabili potenze.
Se si unissero, sarebbero la prima potenza mondiale.
Ma la potenza diviene realtà solo se è percepita e voluta come tale.
I rappresentanti del BRIC dichiarano di averlo ben capito, tanto che hanno solennemente affermato che mai più accetteranno un mondo con una unica potenza egemone e che il loro modello è quello multipolare.
Poi è arrivata, nella dichiarazione finale, una rivendicazione di enorme importanza che è un dato di fatto: ‘il dollaro non può più essere l’unica moneta di riserva del Mondo. E’ necessario un paniere di monete che consenta una diffusione ed una democratizzazione del potere di signoraggio detenuto dal 1944 dagli Stati Uniti d’America’.
Dopo di che, il Sig., simpaticissimo, Barack Obama, facendo di necessità virtù, ha dovuto, al G8 dell’Aquila, affermare che per lui gli USA dovranno gestire una convivenza multipolare.
E per essere più convincente, è passato prima di venire in Italia dalla ‘R’ di BRIC, impegnandosi a smantellare parte degli armamenti. Potentissimi, ma non più in grado di contenere, manu militari,3 miliardi di persone, e pertanto divenuti inutili oltre che troppo costosi.
A noi europei, ricchi paperoni del mondo, non resta, per non fare la parte del vaso di coccio tra i famosi vasi di ferro, che pensare a livello continentale. Qualora questo non fosse, in alternativa c’è solo da decidere dove far costruire le nuove basi militari ai potenti di turno, come gli italiani, ad esempio, hanno saputo fare a partire dal IV secolo dopo Cristo, ininterrottamente fino ad oggi.
(Se vi sembra esagerato, telefonate a qualche amico di Vicenza).
In questi tempi di ricerca di nuovi orientamenti politici, si stà sviluppando uno strano dibattito sul fatto che la crisi economica sia alle spalle. La destra dice di si. La sinistra si ostina a dichiarare che il peggio è ancora davanti a noi.