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MORIRE PER GOOGLE ? LA SECONDA ONDATA DELLA CRISI AMERICANA

Pubblicato da Fede in Dibattito generale, Economia

Accidenti ad essere presbiti. In politica intendo, perché nella vita sono miope.

Ho visto tra i primi la crisi dei sub-prime. Sono riuscito a prevedere le ragioni, i meccanismi, l’altezza dell’onda d’urto, i tempi. Tutto sei mesi prima dei ‘grandi’ economisti, giornalisti e politici, accecati dalla ‘fulvida stella americana’.

Sempre sei mesi prima ho previsto l’uscita dalla crisi grazie principalmente alla Cina e non solo. Nel gennaio 2009 ho visto il tallone d’Achille della nostra sinistra, che non è riuscita a legarsi al carro dello sviluppo, inteso come dirottamento delle risorse finanziarie per la difesa dei posti di lavoro.

Nel momento che gridi alla crisi senza dare speranza, proprio quando momento numerosi soggetti stanno sacrificandosi per uscirne, contribuisci, e non poco, a far stagnare gli investimenti. Peggio, li spingi verso una esasperata forma di investimento tecnologico per ridurre il peso-lavoro, per delocalizzare uscendo da un Paese che non intende più, neppure nelle opposizioni, la realtà delle cose.

Ma una noce, da sola, in un sacco non fa rumore ed oggi, essendo inutile piangere sulla solitudine in cui ti ha costretto una intera classe politica progressista, che dovrebbe essere levatrice di progresso ed invece si è posta in bando, non resta che rifugiarsi nelle analisi sugli andamenti economici. Non per essere una Cassandra imbelle, ma nella speranza di essere di stimolo al recupero dell’antica voglia di difendere i nostri figli, i nostri investimenti, gli interessi nazionali ed europei messi in pericolo dall’imperialismo americano.

L’uscita dalla crisi dei nuovi Grandi del Mondo, il BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) è al momento effettiva. Con capitali frutto del risparmio interno hanno spinto sulla espansione dei loro mercati interni e nel commercio Sud – Sud del Mondo.

L’Unione Europea arranca un po’ per il semplice fatto che ha all’interno il boccone amaro della grande speculazione immobiliare, copiata da oltre oceano, che ha colpito duro la Spagna, la Grecia e l’arcipelago Britannico. Arranca ma non và male grazie al motore franco-tedesco.

Il grande morente sono gli USA. La così detta ripresa americana non esiste, non poteva esistere, non esisterà.

L’immenso debito americano non si è ridotto in nulla, anzi, continua a crescere.

Vagoni e vagoni di dollari, stampati senza nessuna garanzia, hanno semplicemente spostato due – tre mila miliardi di dollari di debiti dalle famiglie e dalle imprese nel corpaccione delle casse federali.

Le banche americane, garantite da Obama, hanno ripreso alla grande a fare l’unica cosa che sanno: speculare in borsa e sui cambi.

Con questo gioco hanno nuovamente accumulato miliardi di utili, a danno del resto del pianeta, ed in particolare a danno del Terzo Mondo.

Ho pianto e schiumato di rabbia nel vedere i cadaveri di Haiti, morti non per terremoto ma per la scellerata scelta degli uomini di costruire (non costruire) città per la vita. Uomini che i soldi ce li hanno e vanno a 100 miglia più a nord, nei paradisi delle Bahamas e desiderano ardentemente che il Caribe resti il bordello di casa. Uomini che bloccano fuori dell’aereoporto gli aerei del soccorso europeo per privilegiare lo scoop della segretario di stato Clinton che passa in rassegna i propri marines e per privilegiare la ‘sicurezza’ dei marines stessi. Già, primo sparare sui disperati, poi aiutare.

Che Obama, ultimo imperatore, sia alla frutta è evidente, tuttavia non è un bene. A luglio i mercati presenteranno il conto, rifiutando la sua carta moneta straccia, e riportando l’oro alle stelle e con esso l’intera filiera delle materie prime, petrolio in testa.

Bloccando le speculazioni delle grandi banche, impegnate a tosare i risparmiatori, si ferma l’idrovora che pompa a sbaffo risorse dal resto del pianeta. L’UE e l’Italia si chineranno ancora una volta per salvare la valuta americana? Se lo faranno saranno ulteriori terribili giorni per tutti noi incolpevoli.

Ed il BRIC, con i dintorni rappresentati dai produttori di materie prime accetteranno ulteriori ricatti?

Ho sentito in questi giorni il tintinnio delle sciabole.

La Cina rifiuta la penetrazioni morale (immorale) dell’Occidente portata sulle ali di Google. E’ vero, senza alcun dubbio, il regime cinese copre le sue malefatte, il non rispetto delle regole democratiche contro i propri oppositori interni e contro le sue minoranze. Ma la Cina, elefante dalla memoria molto lunga, ricorda le guerre dell’oppio, quando l’Inghilterra, con la scusa del libero commercio, imponeva il turpe mercato della droga per sgrassare l’argento dei villaggi e, a fronte della rivolta, sparava a sbaraglio.

Ma avete notato, amici miei, il commercio dei corpi che avviene in internet. Senza regole contro i pedofili, i venditori di organi strappati ai vivi, senza regole contro i vacui strumenti di intrattenimento, tipo face book che si trasformano per milioni di giovani in una pericolosa voragine alientante ?

Può il Governo cinese, in nome della moralità bloccare queste nefandezze? Per la Clinton non può.
Non vorrei che tutto ciò fosse un pretesto per preparare una trappola che imponga ancora una volta il travaso di un altro anno del risparmio mondiale a copertura del deficit USA.

Ecco, a luglio vedo ancora una volta uno shutdown tra le stanche truppe americane ed il resto del mondo.

Batti e ribatti, al termine, i Franchi, gli Alemanni, gli Ostrogoti, i Longobardi i Visigoti e gli Unni, strariparono nelle ricche terre dell’impero.

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